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Prolife for life: il passaggio all’alimentazione di mantenimento

Il cane adulto richiede specifiche necessità in relazione alla taglia e allo stile di vita condotto: un esemplare di taglia piccola/media che vive in casa presenta fabbisogni energetici e nutrizionali ben diversi da quelli di un animale che pratica quotidianamente attività fisica, più o meno intensa, o agonistica.

Prolife for life: il passaggio all’alimentazione di mantenimento

Indipendentemente dalla taglia del cane, l’alimentazione si dovrà basare sulla somministrazione di un alimento di alta qualità: esistendo numerose formulazioni specifiche, che differiranno considerevolmente fra di loro per il contenuto dei vari nutrienti, per ciascuna di esse sarà necessario attenersi alla relativa razione consigliata, onde evitare di incorrere in complicazioni secondarie quali ad esempio il sovrappeso e/o l’obesità. Dovranno essere inoltre utilizzati alimenti appositamente formulati, con un corretto e bilanciato apporto di nutrienti, per prevenire l’insorgenza di carenze nutrizionali. Le razze canine sono state selezionate in base a criteri di bellezza e di attitudine al lavoro e non in base alle capacità di assimilazione degli alimenti. Per questa ragione, anche in presenza di due cani della stessa razza si potrebbe riscontrare una differenza (±20%) dei fabbisogni energetici.

L’impostazione di un regime alimentare controllato è opportuna soprattutto in quelle razze potenzialmente predisposte all’obesità. Durante il corso della giornata occorre suddividere la quantità complessiva della razione in 2 pasti, evitando, principalmente nelle razze grandi e giganti, un sovraccarico dell’apparato gastro-enterico. Altrettanto importante è l’esercizio fisico, per mantenere tonico l’apparato muscolare e attivo l’animale, evitando un accumulo eccessivo di tessuto adiposo.

IL CANE DI PICCOLA TAGLIA

I cani di piccola taglia sono spesso molto attivi e dal metabolismo accelerato, per questo presentano un fabbisogno energetico elevato. Sono i compagni ideali per chi abita in città, adattandosi abbastanza bene alla vita in appartamento. Molto spesso come conseguenza del forte legame che si instaura tra cane e padrone, quest’ultimo tenderà ad umanizzare eccessivamente il primo, andando anche a somministrare avanzi della tavola ritenendoli alimenti “corretti”, risultando particolarmente graditi: questo è fortemente sconsigliato in quanto comporta la somministrazione di una dieta non equilibrata, predisponendo potenzialmente ad una serie di carenze e a un aumento di peso fino anche all’obesità. Inoltre in questo modo si “viziano” i loro gusti.

IL CANE DI TAGLIA MEDIA E GRANDE

Questi soggetti, che conducono una vita attiva, necessitano di un adeguato apporto di nutrienti specifici, tramite una dieta equilibrata e leggera che aiuti a salvaguardare l’organismo e le difese immunitarie dalle sollecitazioni cui sono sottoposti; essendo questa tipologia di cani spesso a rischio sovrappeso, importante sarà l’educazione alimentare e la somministrazione di una razione corrispondente alla mole di lavoro svolta, onde evitare di iperalimentare l’animale.

Questi cani vivono generalmente all’aperto ed essendo sottoposti ad intensa attività fisica, necessitano di una dieta che sopperisca in maniera ottimale all’elevata richiesta energetica. In queste razze risulterà altrettanto importante la quantità di alimento e la frequenza dei pasti somministrati nell’arco della giornata.

IL CANE DI TAGLIA GIGANTE

I cani di taglia gigante, oltre i 45 kg, vivendo generalmente all’aperto ed essendo sottoposti a intensa attività fisica, necessitano di un adeguato regime dietetico.

La predisposizione di queste razze alla dilatazione-torsione gastrica richiede un regime alimentare più digeribile e una maggiore concentrazione di energia (ossia di grassi). Per le razze che invecchiano precocemente si consigliano alimenti arricchiti con vitamine E e C e contenenti poco fosforo, elementi che ritardano l’invecchiamento e l’insorgere di patologie renali.

Nel caso di sensibilità, massima attenzione nel passaggio all’alimentazione di mantenimento!

L’allergia alimentare, l’intolleranza o le ipersensibilità possono essere raggruppate sotto la definizione di reazioni avverse al cibo. Sono spesso considerate la causa di malattie gastroenteriche croniche i cui segni clinici possono colpire il tratto gastroenterico o altri organi e apparati.

I principali componenti che possono causare allergia alimentare o reazioni avverse sono le fonti proteiche. La diagnosi si basa principalmente sull’anamnesi alimentare e l’indagine clinica; il trattamento dietetico costituisce l’intervento principale per risolvere o limitare le conseguenze.

Le sensibilità possono colpire il cane adulto come il cucciolo. Nel caso di insorgenza di sintomi sin dalle prime fasi di vita è necessario pertanto scegliere un programma nutrizionale che inizi dallo svezzamento e prosegua nel corso della vita, un continuum che assicuri all’animale una condizione di benessere.

Lo sapevi che…?

Focus On: LA DILATAZIONE-TORSIONE GASTRICA

La somministrazione di un unico pasto è ormai fortemente sconsigliata, sia per non appesantire l’apparato gastroenterico sia per prevenire l’eventuale insorgere della dilatazione-torsione gastrica, di cui rappresenta una delle cause scatenanti. Questa patologia riguarda principalmente le razze di taglia grande o gigante, anche se cani di taglia più piccola non ne sono completamente esenti; queste risulteranno esser predisposte conseguentemente alle dimensioni dello stomaco, della cavità addominale e alla lassità e alla lunghezza dei legamenti che lo sostengono. Anche cani anziani o che effettuano intensa attività fisica subito dopo aver mangiato, potranno essere particolarmente a rischio. Il grado di torsione potrà essere variabile: la condizione più grave sarà caratterizzata da una torsione dello stomaco sul proprio asse di 360°, con stenosi completa sia del cardias che del piloro, determinando il ristagno dell’alimento e lo sviluppo di fermentazioni batteriche che daranno luogo alla dilatazione dello stesso e a tutta una serie di modificazioni, principalmente a carico dell’apparato circolatorio e respiratorio, fino anche alla morte del soggetto. La terapia chirurgica a questo punto rappresenta l’unica via percorribile con il riposizionamento dello stomaco e il suo ancoraggio alla parte addominale per evitare eventuali recidive.

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