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Il Diabete mellito può minacciare la salute del tuo cane e gatto

Una diagnosi tempestiva può salvare l’animale.

Il Diabete mellito può minacciare la salute del tuo cane e gatto

La patologia
ll diabete mellito è una malattia endocrina causata da una carenza, relativa o assoluta, dell’insulina, un ormone secreto dal pancreas che regola il metabolismo dei carboidrati. Se questa manca o non ha la possibilità di agire, s’instaura una condizione per cui l’organsimo non è più in grado di regolare la concentrazione degli zuccheri nel sangue. Ciò causa l’iperglicemia, ovvero un aumento del glucosio nel sangue.
Essendo una patologia cronica, il diabete richiede un trattamento costante e controlli veterinari periodici. Un’accurata gestione terapeutica del paziente diabetico può migliorare tuttavia la qualità e la durata della vita.

Classificazione

Diabete Mellito di tipo 1: detto anche diabete insulino-dipendente, caratterizzato dalla mancanza assoluta di insulina. È il tipo di diabete prevalente nei cani e richiede sempre la somministrazione di insulina. È caratterizzato da una progressiva distruzione delle cellule beta (che producono l’insulina). Predisposizione genetica, meccanismi immuno-mediati e infiammazioni del pancreas sembrano giocare un ruolo determinante nella patogenesi e nello sviluppo del diabete mellito nel cane.
Una delle possibili cause d’insorgenza della malattia sembra coinvolgere il sistema immunitario che non riconoscerebbe più le cellule beta del pancreas e le distruggerebbe (meccanismo autoimmune).
La sintomatologia si rende evidente quando subentra la compromissione del 75% della funzione; è importante pertanto fare prevenzione per evitare che la patologia diventi cronica.
Nella cagna, durante il diestro e la gravidanza, le elevate concentrazioni di progesterone determinano intolleranza al glucosio aumentando il rischio di sviluppo di diabete diestrale o gestazionale. Questa è l’unica forma che può regredire senza trattamento insulinico, a patto che venga riconosciuta in tempo e che la cagna venga sterilizzata.

I cani più frequentemente colpiti da questa malattia sono soggetti adulti tra i 5 e i 15 anni (più spesso nella fascia di età 7-9 anni).
Se il loro fisico riesce a compensare la carenza di insulina possono essere ancora abbastanza attivi, ma più spesso possono mostrarsi abbattuti.
Se la situazione si protrae nel tempo, si possono manifestare i seguenti sintomi:

vomito
grave abbattimento
diarrea
anoressia
comparsa di cataratta

Le razze più colpite
Alcune razze tra cui Yorkshire-Terrier, Tibetan-Terrier, Border-Terrier, Cairn Terrier, Samoiedo, Keeshond, Barbone Nano, Setter Inglese, sembrano essere particolarmente predisposte all’insorgenza del diabete, ma non per questo tutti i soggetti ne sono affetti. Ciò significa che al fattore genetico, si associa una causa scatenante o predisponente. Boxer, Pastore Tedesco, e Golden Retriever, invece appaiono più resistenti allo sviluppo del diabete.

Diabete Mellito di tipo 2: detto non insulino-dipendente. Oltre a una diminuzione della produzione di insulina vi è anche una resistenza dei tessuti all’azione dell’insulina.
È il tipo di diabete prevalente nel gatto; in alcuni casi può essere trattato con una terapia orale e una dieta appropriata, in altri richiede la somministrazione di insulina.
Ha un’eziologia complessa caratterizzata da una combinazione di fattori genetici e ambientali, inoltre il rischio aumenta con l’avanzare dell’età. La causa principale di questa forma di diabete è l’obesità. Non sembra esserci una predisposizione di razza, tuttavia alcuni studi condotti in Australia e Nuova Zelanda ne evidenziano una maggiore incidenza nella razza Burmese.

Come riconoscere il diabete? Quali sintomi provoca?
Il soggetto diabetico non riesce a utilizzare gli zuccheri come fonte energetica.
L’impossibilità di utilizzare l’energia derivata dalla ridotta assimilazione degli zuccheri e il maggior consumo di grassi e proteine, aumenta anche il fabbisogno alimentare (polifagia). L’organismo, quindi, reagisce distruggendo molti più grassi di quanti ne ha bisogno, con conseguente perdita di peso che può condurre anche a un consumo del tessuto muscolare.
La presenza di un elevato livello di zuccheri nel sangue porta il glucosio a superare il filtro renale. Lo zucchero presente nell’urina (glicosuria) richiama acqua dall’organismo che viene di conseguenza eliminata (poliuria) e re-integrata in notevoli quantità dall’aumentato fabbisogno idrico (polidipsia).

La diagnosi
Per formulare una diagnosi è necessario effettuare gli accertamenti ed esami di
laboratorio che il Medico Veterinario riterrà opportuni.
Il trattamento del diabete nel cane richiede:

  1. La gestione nutrizionale della patologia (che dieta somministrare, quando e
    quanto).
  2. L’introduzione di un’adeguata attività fisica dopo i pasti.
  3. La gestione della terapia medica.

La corretta terapia nutrizionale
La dieta deve essere completa, appetibile e aiutare a minimizzare l’iperglicemia postprandiale. Nel cane è consigliabile offrire due pasti al giorno somministrando lo stesso alimento, nella stessa quantità e allo stesso orario.

CARBOIDRATI
La maggior parte dei gatti conduce una vita sedentaria e, in alcuni casi associata a un’alimentazione ricca di carboidrati, poco tollerati da questa specie: tali fattori predispongono l’insorgenza dell’obesità.
La quantità di carboidrati digeribili che devono essere somministrati con la dieta di un soggetto diabetico non è definita con precisione ma deve indubbiamente essere moderata, più bassa nel gatto.

FIBRA
La fibra solubile è importante nella gestione della glicemia postprandiale perché aumenta la viscosità intestinale e rallenta i processi digestivi.
PROTEINE
È consigliabile prediligere un adeguato apporto di proteine, di elevata qualità, provenienti da fonti animali piuttosto che da cereali. Il tenore proteico deve essere elevato per migliorare il controllo del peso corporeo, ridurre l’insulino-resistenza nel gatto e stimolare la gluco-neogenesi epatica.
LIPIDI
Il contenuto di lipidi non deve essere elevato (<25%). Nel gatto, l’obesità è un noto fattore di rischio di diabete. I grassi dovranno essere comunque presenti, servono infatti per il metabolismo e sono una fonte alimentare che mantiene la glicemia costante e bassa.
VITAMINE, MINERALI e ACIDI GRASSI ESSENZIALI
I livelli di minerali e vitamine devono essere adeguati perché questi elementi vengono persi a causa della poliuria (aumento delle urine).

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