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Gatto sterilizzato… una nuova vita per il nostro micio

“Il mio gatto è cambiato, ha un altro carattere”: Molti proprietari, dopo la sterilizzazione, notano alcune variazioni nel comportamento del proprio gatto. È vero, possono intervenire dei cambiamenti nelle abitudini ma nella maggior parte dei casi questi sono passeggeri.
La sterilizzazione è un momento particolare nella vita del gatto, i giorni seguenti all’intervento avrà bisogno di riposare e di vivere in un ambiente tranquillo e rilassante, per riabituarsi ai propri ritmi e affrontare al meglio la convalescenza.
L’alimentazione dovrà essere adeguata alla nuova condizione, con una riduzione del metabolismo ma, contestualmente, del senso di fame. Il ridotto apporto di magnesio aiuta a limitare la formazione dei cristalli, fattore che può predisporre l’insorgenza di uno stato infiammatorio delle basse vie urinarie.

Gatto sterilizzato… una nuova vita per il nostro micio

Tra i rischi successivi alla sterilizzazione possono essere riscontrati:

sovrappeso o obesità

la possibilità di sviluppare calcoli nelle basse vie urinarie da ossalato o da struvite: questo è dovuto al fatto che, a causa della vita particolarmente sedentaria, si riduce anche la frequenza delle urinazioni, per cui l’urina e i minerali disciolti in essa permangono più a lungo nella vescica e hanno maggiori probabilità di precipitare sotto forma di calcoli. Anche i batteri che normalmente popolano le urine hanno un maggior tempo a disposizione per moltiplicarsi e aderire alle pareti della vescica, provocando le fastidiose e pericolose cistiti. I maschi sono colpiti più spesso delle femmine. La loro alimentazione dovrà quindi tener conto anche di questa predisposizione, contenendo livelli adeguati di fosforo e magnesio in modo da mantenere il pH urinario in un range fisiologico (6,2 – 6,4 per i gatti adulti e 6,4 – 6,6 per i gatti anziani).

leccamento ossessivo. Un gatto sterilizzato, non ricevendo più stimoli sessuali o territoriali, può arrivare a trascorrere il 30% del suo tempo toelettandosi. Se questo comportamento diventa ossessivo, il leccamento comporta l’ingestione di una spropositata quantità di pelo che, nei casi più gravi, può portare all’ostruzione dell’apparato digerente, con stipsi e vomito. Per scongiurare questo problema, oltre a spazzolare regolarmente il gatto, specialmente se ha il gatto è a pelo lungo.

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