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Reazioni avverse al cibo – sensibilità, allergie e intolleranze

Reazioni avverse al cibo – sensibilità, allergie e intolleranze

Da circa un ventennio si cerca di arginare il fenomeno delle reazioni avverse al cibo nei nostri animali da compagnia; è sotto gli occhi di tutti come la casistica di questa patologia non sia per niente diminuita; anzi, oltre a essere aumentata, sono comparsi segni clinici molto più specifici, che un tempo tendevano a non essere associati a questa patologia.
Molto spesso gli alimenti vengono accusati di essere gli unici responsabili dei disturbi dermatologici o gastrointestinali. Alcuni errori di valutazione possono comportare, non solo un’errata diagnosi, ma soprattutto una cattiva gestione nutrizionale.
A spiegare, forse, l’aumento dei casi riconducibili alle reazioni avverse agli alimenti c’è una difficoltà oggettiva nel riconoscere cause diverse per segni clinici uguali.
Inoltre, spesso, i proprietari, senza consultare il medico veterinario, scelgono di somministrare alimenti che l’animale fino a quel momento non aveva mai mangiato.
Questo è il concetto della dieta privativa o a eliminazione; per quanto sia una metodica clinica che ha la sua logica è sempre opportuno seguire i consigli del medico veterinario dopo che questo ha condotto tutte le opportune indagini del caso.

LA DEFINIZIONE
Con il termine reazione avversa al cibo (RAC), si intende la risposta anomala dell’organismo, in base alla quale compaiono una serie di segni clinici, conseguenti all’ingestione di un alimento, di un additivo, o di sostanze in esso contenute.
Le reazioni avverse al cibo possono coinvolgere o meno il sistema immunitario: nel primo caso parleremo di ipersensibilità alimentare, nel secondo di intolleranze alimentari.
LE IPERSENSIBILITA’ ALIMENTARI
Le ipersensibilità alimentari, che comprendono anche le allergie alimentari, sono le reazioni avverse al cibo in cui si manifesta una reazione immunitaria; il sistema immunitario è cioè coinvolto direttamente attaccando alcune sostanze, denominate allergeni alimentari.
LE ALLERGIE ALIMENTARI
In caso di allergia alimentare, l’organismo non riconosce alcune sostanze, di solito di natura proteica e le attacca. Le proteine di origine animale, vegetale, ambientale vengono definite allergeni, che come tali, operano l’attivazione degli anticorpi, che attraverso una reazione a catena scatenano i sintomi dell’ipersensibilità. L’ipersensibilità generalmente si sviluppa nell’organismo del cane o del gatto a causa di stimolazioni ripetute allo stesso antigene (sensibilizzazione), e la manifestazione può variare in gravità, in base soprattutto alla predisposizione del cane o del gatto.
I sintomi non dipendono dalla dose (parlando di alimenti non dipende da quanto cibo abbia ingerito); ne può bastare pochissimo per scatenare reazioni anche molto gravi.
Nei casi più gravi, anche se rarissimi, quando la reazione è molto rapida, si parla di anafilassi alimentare.

Reazioni avverse al cibo – sensibilità, allergie e intolleranze

LE INTOLLERANZE ALIMENTARI
La seconda categoria di reazioni avverse è costituto dalle intolleranze alimentari.
La distinzione principale tra le ipersensibilità alimentari e le intolleranze alimentari risiede nel fatto che in queste ultime il sistema immunitario non interagisce direttamente con un antigene (proteine) con una risposta specifica, ma si hanno delle reazioni aspecifiche verso alcuni componenti degli alimenti.
Le ipersensibilità vengono suddivise in 4 tipi;

  1. Reazioni metaboliche

Enzimatica o metabolica causata dall’incapacità di metabolizzare determinate sostanze presenti negli alimenti, conseguenti alla mancata produzione di specifici enzimi.
Ne è un esempio l’intolleranza al lattosio.
Fisiologicamente, sia nei cuccioli di cane che di gatto viene prodotto regolarmente la lattasi, enzima deputato alla digestione del lattosio. Questo enzima nella vita degli adulti tende a scomparire; la presenza di
lattosio all’interno dell’intestino crasso provoca fenomeni di fermentazione molto gravi.
La sintomatologia sarà prevalentemente gastro intestinale, caratterizzata da tensione addominale, meteorismo, diarrea, secondarie a fermentazioni anomale a livello di intestino per la mancata digestione del latte. Reazioni avverse saranno possibili anche nel caso in cui ai cuccioli/gattini venga somministrato latte vaccino, in quanto in quanto caratterizzato da una composizione differente da quello materno.

Una scarsa digeribilità proteica, può causare una fermentazione batterica intestinale che genera una diarrea di tipo osmotico. Può essere imputabile alla scarsa digeribilità dei nutrienti utilizzati per formulare
alcuni croccantini: inoltre le altissime temperature utilizzate per la cottura da parte di fabbriche obsolete diminuisce la digeribilità degli alimenti.
In questi casi i batteri utilizzano queste proteine indigerite e producono sostanze indesiderate che possono diventare causa delle RAC.

Eccesso di fibra alimentare o di amido (soprattutto nel gatto); se questo supera la capacità massima di digestione dell’animale, la sua presenza può causare diarrea osmotica.

L’utilizzo di pasta o riso nelle diete casalinghe può causare diarrea; questo è ancora uno degli errori alimentari più diffusi.

Da additivi, (additivi e coloranti) utilizzati in alcune formulazioni industriali sembrerebbero capaci di legarsi con diversi nutrienti; questo impedirebbe l’assorbimento degli stessi, producendo sostanze indesiderate capaci di generare reazioni in diversi organi e apparati. Queste reazioni avverrebbero anche alla prima ingestione; questi complessi producono una degranulazione non immunomediata dei mastociti.

  1. Farmacologica
    Il caso più comune è quello dell’istamina, molecola che si può formare nel pesce conservato male e che,
    essendo identica all’istamina liberata in corso di allergia, dà luogo ad una manifestazione simil-allergica.
    Altre reazioni di questo tipo possono essere indotte anche da vere e proprie interferenze endocrine; sostanze
    contenute indirettamente nei cibi mimano gli effetti di alcuni ormoni prodotti dall’organismo, producendo
    una risposta cellulare come se fosse stata stimolata dall’ormone.
  2. Idiosincrasie alimentari
    Queste sono una delle forme di reazione avversa al cibo tra le più difficili da diagnosticare, soprattutto
    perché sono caratterizzate da un meccanismo ignoto. Anche in questo caso, possono comparire sintomi
    come diarrea, dolore addominale e vomito sono presenti, e possono essere anche particolarmente gravi.
    Una possibile spiegazione risiederebbe in problemi di natura genetica come la mancanza di alcuni enzimi
    che metabolizzano sostanze normalmente contenute negli alimenti (residui di farmaci, sostanze inquinanti
    ambientali, additivi).
  3. Intossicazioni alimentari
    Fanno parte delle reazioni avverse al cibo, e sono causate dalla presenza nell’alimento di sostanze che danneggiano attivamente l’organismo. Rientrano in questa categoria l’intossicazione da alliaceae, da teobromina e caffeina, da uva e uvetta (il cui principio attivo è sconosciuto), da funghi e riguardano, in generale, tutti quelli che vengono definiti velenosi.
    L’intossicazione può dipendere sia da sostanze, come quelle appena citate, che sono presenti naturalmente nell’alimento, che da sostanze derivanti da una contaminazione, come nel caso delle tossine di Bacillus cereus oppure di Clostridium botulinum.
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