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Le reazioni avverse al glutine

Un cambiamento epocale, la dieta dei nostri pet

Le reazioni avverse al glutine

Il cane e il gatto, in quanto in origine specie strettamente carnivore, raramente si nutrivano di alimenti ricchi di glutine, se non indirettamente, con l’attività predatoria di animali che abitualmente si alimentavano di cibi che lo contengono. Il loro organismo, pertanto, non è naturalmente predisposto alla digestione e all’assimilazione del glutine. Mano mano che il rapporto tra questi animali e l’uomo è divenuto più stretto, cane e gatto si sono parzialmente adattati a una dieta più variegata e, soprattutto il cane, molto simile a quella degli onnivori.
Come nell’uomo, però, il consumo massiccio di cereali ricchi di glutine ha portato a una progressiva sensibilizzazione nei confronti di questo componente e la comparsa di una sintomatologia tipica. Tra le cause principali alla base dell’aumento di queste problematiche vi sono: il cambiamento delle abitudini e tendenze alimentari come l’utilizzo sempre più ridotto del riso nella dieta quotidiana e la sua sostituzione con il frumento, l’uso sempre più massivo di nuovi tipi di grano contenente quantità rilevanti di peptidi citotossici. A ciò si affianca un miglioramento nella capacità diagnostica, nell’uomo, come nei pet.

Cosa è il glutine?
Come vedremo più avanti, si tratta di un composto peptidico presente prevalentemente nell’endosperma della cariosside di alcuni cereali, soprattutto nel grano o frumento e simili (spelta, farro, triticale, kamut), ma anche nella segale, nell’orzo e spesso nell’avena.

Come è fatto il glutine
Il glutine ha l’aspetto di un reticolo viscoelastico (elastico, appiccicoso), proprio per queste sue caratteristiche è capace di coniugare elasticità e coesione. E’ un composto perché costituito dall’unione di due tipi di proteine: le prolammine (chiamate gliadine nel grano, ordeine nell’orzo, secaline della segale, avenine dell’avena…) e le gluteline (chiamate glutenine nel grano). Queste due proteine costituiscono circa l’80% dell’intera quantità proteica presente nell’endosperma della cariosside di frumento. Il rimanente 20% è costituito da altre due classi di proteine: le albumine (9%) e le globuline (5-7%).

Le reazioni avverse al glutine
A questo punto vale la pena ricordare le cause e i meccanismi che conducono a scatenare una reazione avversa al glutine. La mucosa gastrointestinale è composta da cellule legate tra loro da giunture dette giunzioni strette o anche tight juction; queste fanno sì che le cellule siano adese le une alle altre sino a chiudere completamente lo spazio che le separa (detto spazio intercellulare). Al livello intestinale la funzione principale di queste giunzioni è garantire un certo grado di permeabilità della mucosa.
La mucosa intestinale è inoltre protetta da una barriera batterica con un proprio genoma, detto microbiota, che aiuta a difendere la permeabilità intestinale. Il glutine è uno dei fattori che può incidere negativamente sulla permeabilità intestinale: la gliadina attiva un’altra proteina, la zonulina, che contribuisce ad “allentare” le giunzioni strette e ad aumentare di conseguenza la permeabilità dell’intestino. A questo punto, con l’aumento della permeabilità, le molecole passano oltre la barriera intestinale e in alcuni casi determinano la produzione di anticorpi (proteine prodotte dal sistema immunitario per difendere l’organismo da “attacchi esterni”) che a loro volta producono reazioni immunitarie e determinano sintomi tipici delle reazioni abnormi, soprattutto in soggetti sensibili. Il microbiota intestinale subisce così una notevole sofferenza perdendo progressivamente la propria funzionalità.
Non tutti i cani e i gatti manifestano reazioni avverse in seguito all’assunzione di glutine, alcuni lo tollerano molto bene. Altri soggetti, invece, mostrano i sintomi tipici di patologie affini tra loro: l’enteropatia indotta da glutine, l’intolleranza e la sensibilità al glutine. Tra le razze canine maggiormente prediposte sembrano esserci il setter irlandese, e i terrier. I primi sintomi di sensibilità possono essere evidenti intorno ai 6/7 mesi di vita, quando il cane è ancora un cucciolo.
La sensibilità al glutine può manifestarsi sia in forma transitoria sia in forma permanente o cronica, ciò significa che in questo secondo caso non potrà più essere assunto glutine a vita.

Le reazioni avverse al glutine

La soluzione nutrizionale
Nella maggior parte dei casi per ottenere una remissione dei sintomi basta eliminare il glutine e adottare un’alimentazione specifica. Uno dei modi più efficaci, in seguito alla visita di un medico veterinario, per effettuare una diagnosi è adottare una dieta priva di glutine per 2-4 settimane e verificare se avviene il miglioramento sperato.
Come anticipato, il cane il gatto, in natura, consumavano ingredienti ricchi di glutine e, nel corso degli anni, la sempre più frequente esposizione a questo componente, spesso contenuto in alimenindustriali, ha generato l’insorgenza di sensibilità con la conseguente manifestazione

di sintomi tipici. Tra questi:

  • Sintomi gastrointestinali: vomito e diarrea. L’irritazione provocata dal glutine colpisce inizialmente l’intestino.
  • Sintomi cutanei: dermatiti, eritemi, perdita di pelo, prurito alla pelle e all’ano.
  • Sintomi respiratori: irritazioni delle fosse nasali e della gola: starnuti e prurito interno.
  • Convulsioni. Probabilmente è il segnale di allarme più evidente e anche più grave, in questo caso sarà necessario consultare immediatamente il proprio medico veterinario.

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